CISS-CNEL "La dimensione economica della criminalità e le sue relazioni con l'economia legale"

Sottotitolo: 
Progetto di Ricerca in collaborazione con l'Osservatorio sulla criminalità economica del CNEL (Luglio, 2012).
Abstract: 

La ricerca si pone come obiettivi la quantificazione del fenomeno, l'analisi delle sue interrelazioni con l'economia legale, in particolare con l'economia sommersa, l'individuazione di un modello di analisi anche attraverso lo schema dei conti nazionali.

Schema 


La dimensione economica della criminalità e le sue relazioni con l’economia legale.



  1. L’analisi del problema e l’impostazione della ricerca

1.1)  Introduzione


1.2 )Gli aspetti economici della criminalità : definizioni e conti nazionali


1.3 ) Le relazioni economiche fra criminalità e economia legale:


1.4) Economia legale- criminale e economia sommersa: evasione fiscale e parafiscale


1.5) Un confronto fra economia criminale, economia legale, economia sommersa  e  economia legale- criminale   



  1. Il modello di analisi  e la misurazione dell’economia criminale

2.1) Un modello macroeconomico di analisi della economia  criminale


2.2) Un microeconomico di analisi dei comportamenti degli operatori criminali 2.3)  Una rassegna


dei risultati delle ricerche in Italia e all’estero


2.4) Un  tentativo di quantificazione dell’economia criminale italiana: flussi monetari e flussi occupazionali



  1. Finanza e Ricchezza della criminalità organizzata

3.1) Gli aspetti finanziari dell’economia criminale : riciclaggio e investimenti finanziari


3.2) La ricchezza della criminalità: forme e settori di investimento



  1. Gli aspetti organizzativi

4.1)  Il punto 1 richiede la collaborazione di ISTAT e sarà coordinato da un dirigente ISTAT e sarà formato da un ricercatore senior e da un ricercatore junior


4.2) Il punto 2 è il fulcro della ricerca e saranno coinvolti 4 ricercatori senior e possibilmente 2 junior


4.3) il punto 3 richiede il coinvolgimento della Banca d’Italia e possibilmente del Tesoro. Non è previsto un risultato soddisfacente in questo settore ma può essere interessante estrapolare dalle informazioni disponibili una stima del valore complessivo della ricchezza,  Un ricercatore senior


Il gruppo sarà coordinato da Ada Becchi per gli aspetti economici,  sociali e giudiziari.   Guido Rey coordinerà le parti dedicate alla  identificazione delle definizioni, alla selezione dei modelli e alla validazione delle statistiche e delle stime prodotte dalla ricerca,


Collaboratori previsti:  Antonio Cortese, Sandro Clementi, Roberto Convenevole



  1. L’analisi del problema e l’impostazione della ricerca

1.1)  Introduzione. 


La ricerca sugli aspetti economici della criminalità può avere diversi obiettivi, strumenti, modelli di analisi. Le sue finalità spaziano dalla semplice curiosità e dal timore per le dimensioni del fenomeno, all’aiuto che la ricerca stessa può fornire nelle strategie di contrasto del crimine. Oppure essa è stimolata dalla preoccupazione che l’economia criminale possa svolgere un ruolo di supplenza come stimolo alla crescita economica o al contrario per il timore che la criminalità possa essere un laccio che immobilizza lo sviluppo dell’economia legale.


Un altro filone di indagine collega gli aspetti economici con quelli organizzativi e approfondisce il funzionamento delle imprese criminali e il funzionamento dei mercati illegali.


In tutti casi le attività criminali sono un fenomeno per definizione è poco trasparente che quindi richiede un notevole sforzo di quantificazione attraverso l’estrapolazione a partire dai pochi dati disponibili.
 


1.2 ) Gli aspetti economici della criminalità : definizioni e conti nazionali


Sia il modello di analisi economica, sia lo studio delle organizzazioni e dei mercati richiede prima di tutto uno schema unitario e condiviso se si vogliono compiere dei passi in avanti  evitando di ripartire ogni volta dallo stesso punto.


Due aspetti sono chiari: il primo è l’interesse che  questi argomenti  suscitano nelle istituzioni economiche (ISTAT, Banca d’Italia, OCSE, FMI,ecc.); il secondo è l’attenzione ad essi rivolta dalle istituzioni politiche e anche dalle organizzazioni padronali e sindacali. 


Nella nostra ricerca useremo gli schemi classificatori e le definizioni previste nei manuali di contabilità nazionale, con gli opportuni adattamenti, e analogo comportamento terremo per gli aspetti monetari e finanziari.


Con questo indirizzo di ricerca riteniamo sarà più facile compiere confronti nel tempo e nello spazio e lasciare anche un punto di partenza per i successivi ricercatori.
 


1.3) Le relazioni economiche fra criminalità e economia legale


Le relazioni fra criminalità e economia legale sono molteplici e hanno valenza diversa a seconda che la criminalità si avvalga o no di imprese e organizzazioni legali per ottenere beni e servizi complementari  per produrre beni e servizi illegali, per imporre alle imprese e alle famiglie i propri beni e servizi illegali, ed infine  per investire in titoli e in proprietà legali i risparmi derivanti dall’attività criminale.


Un tema molto difficile da studiare è quello della criminalità che compie estorsioni, rapine, ecc. e che per definizione sottrae reddito e/o ricchezza alla economia legale ma non crea valore, anzi in parte lo distrugge. Queste attività danno luogo a una redistribuzione del reddito e della ricchezza che  non necessariamente rientrano interamente nel circuito economico legale.


Inoltre l’efficienza economica delle imprese criminali è inferiore a quella delle imprese legali sia per mancanza dello stimolo competitivo sia per la violenza usata come incentivo al funzionamento delle organizzazioni e come strumento di riequilibrio dei mercati.
 


1.4) Economia legale- criminale e economia sommersa


Un argomento certamente rilevante per il sistema economico italiano è l’analisi delle possibili interazioni fra economia sommersa e economia criminale. In entrambi i casi si tratta di economie che si sottraggono all’obbligo di rispettare le norme, per trarre un vantaggio da tale comportamento.


Data la dimensione dell’economia sommersa in Italia (forse più correttamente, spesso bisognerebbe parlare di evasione fiscale e contributiva) occorre verificare se in molti casi non sussista il pericolo che l’economia sommersa operi uno schermo protettivo all’economia criminale.


Un esempio è fornito dalle cosiddette imprese legali- criminali ossia imprese che appartengono a individui oppure organizzazioni criminali  e che operano sui mercati comprando, producendo  e vendendo beni e servizi legali. Un segnale in questa direzione è fornito dalla sovrapposizione fra settori ad alta intensità di imprese sommerse e   settori a prevalenza di imprese legali-criminali (costruzioni, ristorazione, trasporti, agricoltura, servizi di pulizia, ecc.).


In molti casi si tratta di attività legali che coprono attività illegali come il riciclaggio di denaro sporco, la logistica delle produzioni illegali, la spartizione di forniture e investimenti pubblici, ecc.


Un altro segnale in questa direzione è fornito dalla politica di contrasto finalizzata al sequestro delle proprietà mobiliari e immobiliari appartenenti a organizzazioni criminali e dagli indubbi successi che questa politica ha registrato specie negli ultimi anni.   


Come noto, i manuali di contabilità nazionale  riuniscono queste diverse attività economiche, sommerse, criminali, oppure prive di organizzazione autonoma nell’ambito dell’Economia non osservata (ENO).
 


1.5) Un confronto fra economia legale, economia  criminale,  economia sommersa, economia  legale- criminale


 Prima di affrontare la predisposizione di uno  studio sulle diverse tipologie di economie che convivono in un sistema economico sviluppato, è indispensabile procedere alla definizione di uno o più schemi di analisi che consentano di approfondire: a) le caratteristiche dell’impresa, b) le sue relazioni con fornitori e clienti, c) lo stadio del processo produttivo che rappresenta la sua naturale collocazione,  d) la sua dimensione e la complessità delle sue relazioni, e) la dotazione di capitale, di risorse umane, di relazioni con le altre imprese e i clienti, f) la governance e le regole di organizzazione interna, g) ecc.


 Su ognuno di questi punti, con la relativa disaggregazione,  sarà necessario compiere uno sforzo di analisi e di classificazione per evidenziare gli elementi comuni, le eventuali sovrapposizioni, le specificità.


Solo dopo avere identificato lo schema di analisi sarà possibile quantificare la dimensione delle diverse economie, le eventuali duplicazioni (un pericolo concreto per il contabile nazionale e per lo statistico professionale).



  1. Il modello di analisi e la misurazione dell’economia criminale
     

2.1) Un modello di analisi della economia criminale


Lo schema dei conti nazionali fornisce l’impostazione del modello che analizza il comportamento degli operatori che interagiscono non solo nell’ambito della criminalità, ma si allarga all’analisi delle sue conseguenze per l’economia legale sia dal lato della produzione, sia dal lato dei consumi  per giungere, infine, a definire il valore aggiunto,  la sua distribuzione, le risorse umane tecnologiche e finanziarie impiegate, la loro qualità  e le fonti di queste risorse.  Il modello si propone di individuare i canali attraverso i quali si sottrae il consumo dall’economia legale per passarlo all’economia illegale, così come quelli per cui passa il commercio estero di beni e servizi illegali. Esso consente perciò di portare in luce i nessi di causalità fra sviluppo economico e illegalità sia per la produzione, sia per l’occupazione. 


 L’utilizzo di schemi contabili obbliga a una coerenza statistica fra i diversi conti e quindi impedisce immaginifiche stime della dimensione dell’economia criminale e dei costi sopportati dall’economia legale.


La misurazione dei flussi economici deve essere arricchita con schemi di analisi dei comportamenti delle imprese,  dei consumatori, delle amministrazioni pubbliche,  queste ultime nella duplice azione di contrasto e di prevenzione.


Su questi argomenti esiste un’ampia letteratura, non sempre convincente, cui hanno contribuito studiosi di discipline diverse con un campo di analisi che copre sia esperienze internazionali e nazionali ma anche esperienze locali. 
 


2.2Una rassegna dei risultati delle ricerche in Italia e all’estero


Discendono da queste analisi numerose stime della dimensione dell’economia criminale distinte per territorio, operatori legali coinvolti, flussi finanziari sottostanti, ecc.


Purtroppo le metodologie adottate non sempre consentono di giudicare in modo esauriente la statistica sottostante nei suoi diversi aspetti di coerenza, correttezza, esaustività, comparabilità nel tempo e nello spazio.


Sovente le stime sono influenzate dal legittimo desiderio di suscitare l’interesse delle autorità, dei massmedia e dei cittadini facendo emergere i pericoli che corre una società nella quale si sono infiltrati e crescono organizzazioni criminali.


Non trascurabile è anche l’esigenza di sollecitare risorse adeguate per le politiche di contrasto e di prevenzione specie in questi momenti di crisi fiscale.


Purtroppo troppi obiettivi non consentono di ottenere statistiche corrette ed è per questa ragione che le organizzazioni statistiche internazionali hanno predisposto la direttiva che impegna la statistica ufficiale in questo sforzo di quantificazione e di misurazione oggettiva. Questo impegno non garantisce statistiche migliori ma almeno che esse non siano influenzate da esigenze particolari e da carenze professionali.


L’ISTAT ha compiuto alcuni tentativi di quantificazione del fenomeno criminalità come contributo alla direttiva EUROSTAT ma i risultati sono valutati con molta prudenza per le difficoltà incontrate nella  stima delle variabili economiche.


La statistica ufficiale è  giustamente preoccupata per le risorse aggiuntive  che devono essere impegnate in questi campi di indagine ma anche per il pericolo che questa deviazione dai metodi di stima consolidati e documentati possa essere considerato un vulnus per gli altri campi di indagine.  
 


2.3) Un  tentativo di quantificazione dell’economia criminale italiana


I passi indispensabili per indagare sull’economia criminale che sono stati elencati, sono propedeutici all’esito finale che è da un lato una stima quantitativa della dimensione economica della criminalità e dall’altro la verifica degli schemi di analisi adottati.


L’obiettivo collaterale ma non meno importante è suggerire alla statistica ufficiale quali possono essere le difficoltà superabili, quali difficoltà non possono essere  superate  in mancanza di indagini che richiedono notevoli risorse umane, tecnologiche e finanziarie e, infine,  quelle che sono insuperabili e quindi richiedono uno sforzo di ricerca teorica multidisciplinare per individuare alternative strategie di ricerca con una ragionevole probabilità di successo.


Le metodologie da adottare sono abbastanza chiare e vanno da una stima della produzione e del valore aggiunto ad una correlata stima dei consumi legali e illegali oppure dei danni che ricadono sull’economia legale per le estorsioni, rapine, ricatti, furti, ecc.


Stime alternative quantificano la dimensione dell’occupazione nell’economia illegale e possibili scenari di prodotto per addetto e quindi la distribuzione del valore aggiunto e del reddito fra i diversi operatori legali e criminali coinvolti.


In alcuni casi si può partire dalla materia prima e dalla sua trasformazione per giungere al prodotto finito.


I metodi possono essere svariati ma in tutti i casi analizzati il problema è sempre la mancanza di informazioni, la scarsa collaborazione dei  diversi operatori con la giustificazione della privacy oppure di esigenze investigative, ecc. 



  1. Finanza e Ricchezza della criminalità organizzata
     

3.1) Gli aspetti finanziari dell’economia criminale : riciclaggio e investimenti finanziari


Il passo successivo nella stima della dimensione economica della criminalità affronta il tema della finanza poiché il sistema dei pagamenti è basato sulla moneta legale e quindi coinvolge anche i mercati dei cambi delle valute. Inoltre uno dei punti deboli della criminalità economica è proprio il passaggio dalla moneta usata per le transazioni illegali alla moneta utilizzabile per le transazioni legali poiché sono stati eliminati possibili riferimenti alle transazioni che hanno portato allo scambio di servizi, più o meno legali, e/o più o meno volontari. In questo modo la moneta svolge in pieno la sua funzione di intermediaria negli scambi fra operatori anonimi.   Questo effetto viene meno quando la moneta legale si trasforma in moneta finanziaria perché diventa potenzialmente tracciabile  nelle sue diverse operazioni e consente  di identificare gli operatori.


Purtroppo questa posizione strategica del sistema bancario e finanziario non sempre consente di  separare il riciclaggio legato alle transazioni di beni e servizi illegali dal riciclaggio dovuto a trasformazioni di attività reali o finanziarie possedute da organizzazioni criminali.


L’esempio più clamoroso di legame fra economia criminale e operatori legali è l’investimento anonimo  effettuato  in titoli di Stato oppure in titoli emessi da grandi imprese o da istituti finanziari. In sintesi le transazioni correnti possono riguardare beni e servizi illegali ma l’investimento può essere effettuato solo in attività reali oppure finanziarie ma in entrambi i casi legali.
 


3.2) La ricchezza della criminalità: forme e settori di investimento


Le difficoltà incontrate nella stima dei flussi correnti di beni e di servizi sono molto maggiori quando si affronta il tema della ricchezza poiché la dimensione deriva dalla accumulazione dei proventi netti derivanti dall’attività corrente ossia si passa dai flussi alle consistenze e le dimensioni del fenomeno aumentano. I mercati di investimento possono essere diversificati e di solito sono bene attenti alla difesa dell’anonimato. Nuovamente si  ritrova la prossimità fra economia illegale e evasione fiscale ma anche con le forme di illegalità tollerate dagli Stati.


Recentemente la politica di contrasto della criminalità ha impostato in modo sistematico la ricerca della ricchezza delle organizzazioni criminali perché in questo modo si consolidano e si eliminano capitali accumulati in molti anni dagli operatori criminali e quindi anche il danno ad essi apportato si cumula.


Non è possibile affrontare  questo tema come sottoprodotto del tema delle transazioni  illegali poiché le difficoltà sono enormi. Questo richiamo ha il solo scopo di testimoniare le dimensioni correnti e cumulate dell’economia criminale.



  1. Gli Aspetti organizzativi

La complessità del fenomeno criminalità organizzata è stata ampiamente trattata, perciò si possono  trarre le seguenti conclusioni per l’organizzazione della ricerca. E’ indispensabile che il CNEL sponsorizzi attivamente questa ricerca per acquisire  la partecipazione attiva dell’ISTAT, della Banca d’Italia e la  collaborazione della magistratura e degli organi di Polizia.


Il gruppo di ricerca è formato da sei studiosi esperti in economia, statistica, cui si affiancheranno  giovani ricercatori  in proporzione alla metà dei fondi disponibili. L’altra metà servirà a pagare i costi gestionali, le missioni in Italia, l’accesso alle banche dati e alla capacità di  elaborazione.


La durata della ricerca è di diciotto mesi a partire dalla data di assegnazione del contratto e la struttura di sostegno organizzativo sarà indicata una volta definito l’impegno a finanziare la ricerca e definite le risorse umane disponibili.


 La ricerca sarà collegata ad  una ricerca internazionale  finanziata dalla Commissione europea per studiare il problema della droga nei suoi aspetti giuridici , sanitari, economici e sociali. Capofila di questa ricerca è l’università di Tor Vergata e vede la partecipazione di enti di ricerca, università, istituzioni di diversi Paesi membri dell’UE.
 


(Ada Becchi,   Guido Rey)