CISS-CNEL La riforma delle istituzioni e le politiche europee dopo il Trattato di Lisbona

Sottotitolo: 
Il Trattato firmato dai capi di stato e di governo dei 27 stati membri dell’Unione sotto la presidenza portoghese nel mese di dicembre del 2007 risolve la crisi istituzionale che aveva bloccato l’Unione per alcuni anni. Una conclusione che, ancora all’inizio del 2007, appariva molto lontana.
Abstract: 

Il Trattato di Lisbona firmato il 13 dicembre 2007 ha messo fine alla situazione di incertezza che gravava sull’Unione europea dopo il rigetto del progetto costituzionale.


Il nuovo trattato è stato valutato in modi diversi, ma, pur avendo perduto le caratteristiche del precedente progetto di Costituzione, ne raccoglie alcuni elementi essenziali in grado di rendere più efficace il funzionamento dell’Unione.


Tra le innovazioni di maggior rilievo si annovera la nomina del presidente del Consiglio europeo come figura a tempo pieno. Il Trattato non definisce con precisione le caratteristiche del suo ruolo, per cui molto dipenderà dalla personalità che sarà chiamata a esercitarlo, sia a livello interno che internazionale. Sotto questo profilo, vi è un dibattito aperto che s’intreccia col ruolo che, nella nuova fase dell’Unione, giocheranno le diverse tendenze politiche e il rapporto fra grandi e piccoli Stati membri.


Tra le novità più rilevanti del Trattato bisogna ricordare che esso conferisce valore legale alla Carta dei Diritti fondamentali che, dopo essere stata istituita col Trattato di Nizza, aveva conservato un valore puramente politico. Si tratta di un fatto che assume anche un forte valore emblematico in questa fase della globalizzazione nella quale intenso è il dibattito sul rapporto fra liberalizzazione economica e valorizzazione dei diritti umani e sociali.


E’ importante rilevare che le novità di carattere istituzionale s’intrecciano con il dibattito su alcuni temi di fondo che attengono alle politiche dell’Unione. Non a caso, il presidente della Commissione Barroso si era chiaramente espresso in questa direzione, quando ha dichiarato che, avendo trovato l’accordo sulle questioni istituzionali, è giunto il momento per l’Unione di “dedicarsi ai veri problemi che sono quelli delle politiche da mettere in atto”.  E, non a caso, il Consiglio europeo di Lisbona, ha posto l’accento su alcune questioni  di merito: la crisi economica che segna questa fase della globalizzazione, la crisi energetica, i rapporti fra nuovi modelli di lavoro e tutele sociali.

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